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Nuovo showroom a Milano per il gruppo Las

by adminlas
las showroom milano

A realizzarlo, l’architetto Monica Merlotti che ci racconta come è nato questo progetto e come coniuga sostenibilità e design.

Las continua con il suo programma di aperture di nuovi showroom.
 Dopo l’allestimento dello spazio espositivo dell’headquarter di Tortoreto e degli showroom di Parigi e Mosca inaugurati nel 2019, è stata la volta di Milano.
Dopo un iniziale stop dei lavori causato dal lockdown, ora le porte sono aperte in via Giorgio Jan, 6. Il progetto, che ha riguardato l’allestimento di una superficie di 200 mq, è stato affidato all’architetto Monica Merlotti che, due anni fa, aveva già realizzato il progetto di arredo degli uffici della sede centrale Las.

“Las le ha affidato importanti progetti, oggi l’allestimento dello showroom di Milano. Ci parli di questo progetto e di come riesce a coniugare la creatività rispettando l’immagine aziendale.
Lo showroom di Milano ci ha visti partecipi fin dalla scelta del fondo commerciale. Subito ci siamo innamorati di questo spazio industriale perché già la sua struttura esprimeva la possibilità di una perfetta coniugazione tra aspetto tecnico ed estetico dell’azienda.

Da dove parte quando inizia a lavorare ad un progetto? Nello specifico, come si è approcciata alla progettazione di questo nuovo spazio espositivo? Quale è stato il mood che l’ha ispirata?
Ogni progetto per noi è una storia da raccontare. Questa volta siamo partiti dalla struttura appunto, trovando uno spazio che aveva anch’esso una sua storia: da officina di macchine d’epoca per matrimoni era stato modificato recentemente in atelier di moda. Macchine e bellezza quindi. Las per noi è un po’ questo: un’industria che con i suoi moderni macchinari e il suo know-how è capace di trasformare il materiale in arredi funzionali ed estetici.

Qual è il momento che preferisce durante la realizzazione di un nuovo progetto?
La fase che intercorre dall’intervista al concept. Effettuiamo sempre un’intervista conoscitiva al cliente, per capire le esigenze che ogni progetto si porta dietro. Il caso vuole che ne emerge sempre una più forte, più visibile, più vincente ai nostri occhi e da lì partiamo come base sostenibile per il concept, senza dimenticare che la funzionalità è un valore imprescindibile per qualsiasi nostro progetto.

Oggi si parla spesso di sostenibilità e design. Qual è il suo contributo in questo ambito?
Crediamo fortemente nel riuso e nella sostenibilità dei materiali. Nei nostri progetti curiamo gli aspetti del vissuto affinché siano funzionali e belli nel tempo. Nel progettare, in particolare quando si tratta di ambiti commerciali, privilegiamo aspetti più visibili rispetto ad altri, senza mai superare la soglia del superfluo, visti anche gli investimenti coinvolti. La bilancia la portiamo con noi costantemente soppesando le varie soluzioni, valutando sempre i pro e i contro. Per noi design è anche sostenibilità: l’ultimo concorso dove ci siamo classificati primi con “Marumo”, una tovaglietta da sushi in listelli di marmo, parlava appunto di riuso degli scarti di lavorazione di questo materiale.

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